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Stefano: Il Cane Abbandonato che ha commosso il Cuore d'Italia

By
Daniela

A Limbadi, una pittoresca cittadina in Calabria, si è svolto un doloroso episodio in cui è stato scoperto un cane tremante e impaurito, immobile e legato all'interno di un bidone della spazzatura. Questa angosciante scena è stata testimoniata da un gruppo di volontari compassionevoli dell'Organizzazione Internazionale Protezione Animali (Oipa).

I volontari hanno ricevuto una chiamata di soccorso riguardante un giovane cane di circa 2 anni, consumato dalla rogna e abbandonato a se stesso. Nonostante le numerose richieste di intervento da parte dei cittadini alle autorità competenti, nessuno aveva ancora fatto nulla per aiutare questa creatura indifesa.

L’OIPA SOCCORRE UN CANE RANDAGIO A PROPRIE SPESE: L’ASP PROPONEVA DI RELEGARLO IN UN TERRENO A CATENA. È SUCCESSO IN PROVINCIA DI VIBO VALENTIA. L’associazione chiede un tavolo tecnico con le istituzioni responsabili, Asp e Comuni della provincia, affinché si possa collaborare per cercare una soluzione al problema del randagismo, senza escludere, in caso di esito negativo, un’istanza specifica al Ministero della Salute A seguito dell’attuale chiusura del canile di Ricadi “Futuredil snc - il Mondo di Pluto”, l’Azienda sanitaria e i Comuni interessati (cioè quelli che erano convenzionati con quel canile) non hanno ancora trovato una soluzione alternativa per soccorrere i cani randagi che hanno bisogno di essere sottoposti alla procedura di “osservazione sanitaria” prevista, per legge, nel canile sanitario. Lo rileva l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) di Vibo Valentia. «Stiamo vivendo un’emergenza nell’emergenza che già risulta essere il randagismo e lo dimostra una volta di più un episodio avvenuto mercoledì 12 luglio che ci ha viste costretti, insieme all’Associazione Argo di Vibo Valentia, a intervenire in alternativa al servizio pubblico», racconta la delegata Oipa locale, Samantha Mercadante. «Ci hanno segnalato un povero cane consumato dalla rogna che stazionava da giorni nel Comune di Limbadi dopo che erano cadute nel vuoto diverse richieste d’intervento di cittadini agli organi competenti. Da sottolineare che l’articolo 2 del decreto del Commissario ad acta n. 67/2018 prevede che debba esser l’Asp, anche in assenza di canile sanitario, a provvedere ad individuare una soluzione alternativa». L’area A del Servizio veterinario, che si occupa di prevenzione e lotta al randagismo nonché del controllo delle malattie infettive degli animali, è quindi intervenuta sul posto prestando le prime cure al cane in questione. «Ma, essendo chiuso il canile convenzionato con il Comune in cui si trovava l’animale, e non essendoci nella provincia un canile sanitario di competenza, la stessa Asp avrebbe “consigliato” ai vigili urbani di trovare un terreno confinato dove collocare il cane per 15 giorni, legandolo con una catena di cinque metri, e di fornirgli un riparo, cibo e acqua», continua il racconto Samantha Mercadante. «Stiamo parlando di un cane affetto da “rogna sarcoptica”, così come si legge nella comunicazione di affido temporaneo che abbiamo ricevuto dal Servizio veterinario. A nostro avviso, questa procedura è piuttosto lontana dal rispetto della legge per la tutela del benessere animale e della salute pubblica. È vero che nella Regione Calabria, purtroppo, ancora non è vietato tenere i cani a catena, ma ricordiamo che in ogni caso la catena può essere utilizzata solo “per un numero limitato di ore al giorno”. E, in questo caso, la decisione di legare a catena in un campo “accessibile” a chiunque, compresi altri animali e con tutti i conseguenti pericoli, un cane bisognoso di cure, con rogna sarcoptica e, quindi, con rischio di zoonosi, è errata e non conforme a normativa». La storia ha un finale diverso solo grazie all’impegno dei volontari dell’Oipa, che ha chiesto nuovamente l’intervento del Servizio veterinario. «Dalle 17, abbiamo atteso l’arrivo dell’Asp fino alle 20.30 circa, dopo diverse sollecitazione del Sindaco, che ringraziamo per essere rimasto con noi fino alle 22 affinché si risolvesse la situazione», spiega la delegata Oipa. «A tarda sera, quindi, il cane è stato condotto in clinica per una notte e il giorno seguente affidato a noi volontari, che purtroppo ancora ad oggi dobbiamo sopperire alle carenze dell’Amministrazione pubblica. Visto e considerato il momento di vera emergenza-randagismo che sta vivendo la tutta la provincia di Vibo, chiederemo un tavolo tecnico con le istituzioni responsabili, Asp e Comuni, affinché si possa collaborare per cercare una soluzione, senza escludere, in caso di esito negativo, un’istanza specifica al Ministero della Salute». La Sezione Oipa di Vibo Valentia auspica di non dover assistere più a episodi del genere e si riserva di procedere nelle opportune sedi per la tutela del benessere animale, qualora si renda necessario. https://www.oipa.org/italia/loipa-soccorre-un-cane-randagio-a-proprie-spese-lasp-proponeva-di-relegarlo-in-un-terreno-a-catena-e-successo-in-provincia-di-vibo-valentia/

Posted by Apri una gabbia/Oipa vibo valentia on Tuesday, July 18, 2023

"Stiamo vivendo un'emergenza nell'emergenza che già risulta essere il randagismo e lo dimostra una volta di più un episodio avvenuto mercoledì 12 luglio che ci ha visti costretti, insieme all'Associazione Argo di Vibo Valentia, a intervenire in alternativa al servizio pubblico," riferisce Samantha Mercadante, delegata Oipa di Vibo Valentia.

Mercadante sottolinea che l'articolo 2 del decreto del Commissario ad acta n. 67/2018 prevede che sia l'Azienda Sanitaria Provinciale (Asp), anche in assenza di un canile sanitario, a individuare una soluzione alternativa.

La situazione è stata ulteriormente complicata dalla recente chiusura del canile di Ricadi Futuredil snc - il Mondo di Pluto, che ha contribuito ad aggravare il problema del randagismo nella zona. L'Azienda Sanitaria e i comuni convenzionati con il canile non hanno ancora trovato una soluzione alternativa per soccorrere i cani randagi che necessitano di essere sottoposti alla procedura di "osservazione sanitaria" prevista per legge nel canile sanitario.

Gli operatori dell'area A del Servizio Veterinario, responsabili della prevenzione e lotta al randagismo, oltre al controllo delle malattie infettive degli animali, sono intervenuti prontamente sul posto per prestare le prime cure al povero quattrozampe.

Tuttavia, a causa della chiusura del canile convenzionato con il comune in cui si trovava, e della mancanza di un canile sanitario di competenza nella provincia, l'Asp avrebbe "consigliato" ai vigili urbani di trovare un terreno recintato in cui collocare il cane per 15 giorni, legandolo con una catena di cinque metri e fornendogli un riparo, cibo e acqua, continua Mercadante.

Questo, nonostante il cane fosse affetto dalla rogna sarcoptica, una malattia contagiosa. "A nostro avviso, questa procedura è piuttosto lontana dal rispetto della legge per la tutela del benessere animale e della salute pubblica. È vero che nella Regione Calabria, purtroppo, ancora non è vietato tenere i cani a catena, ma ricordiamo che in ogni caso la catena può essere utilizzata solo "per un numero limitato di ore al giorno". E, in questo caso, la decisione di legare a catena in un campo "accessibile" a chiunque - compresi altri animali e con tutti i conseguenti pericoli - un cane bisognoso di cure, con rogna sarcoptica e, quindi, con rischio di zoonosi, è errata e non conforme a normativa."

Fortunatamente, il cagnolino, ora chiamato Stefano, è stato recuperato dai volontari dell'Oipa locale ed è finalmente al sicuro. Tuttavia, la sezione Oipa di Vibo Valentia spera di non dover più assistere a episodi del genere e si riserva di intraprendere azioni per la tutela del benessere animale, se necessario.

"Visto e considerato il momento di vera emergenza randagismo che sta vivendo tutta la provincia di Vibo, chiederemo un tavolo tecnico con le istituzioni responsabili, Asp e Comuni, affinché si possa collaborare per cercare una soluzione, senza escludere, in caso di esito negativo, un'istanza specifica al Ministero della Salute," conclude la delegata Oipa.

Aggiuntivamente, è fondamentale sensibilizzare la popolazione sull'importanza di adottare comportamenti responsabili nei confronti degli animali e promuovere la sterilizzazione e la castrazione per ridurre il numero di randagi. Solo attraverso un impegno collettivo e un'attenta legislazione possiamo porre fine al triste destino di tanti animali abbandonati e garantire loro una vita dignitosa e amorevole. Siamo tutti responsabili di proteggere e preservare il benessere degli esseri viventi che condividono il nostro mondo.