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Moby Aki: Tragica Morte di Cavalli - Richiesta di Giustizia

By
Daniela

La compagnia di navigazione Moby sarà chiamata a rispondere della tragica morte dei quattro cavalli purosangue durante la traversata della Moby Aki da Civitavecchia a Olbia il 13 luglio 2020. Nell'udienza tenutasi ieri presso il Tribunale di Tempio Pausania, il giudice Marco Contu ha accettato la richiesta delle parti civili, rappresentate dalla scuderia Clodia e dalla onlus Horse Angels, imponendo alla compagnia di navigazione la responsabilità civile per l'accaduto.

I cavalli, destinati a gareggiare all'ippodromo di Chilivani, sono stati scoperti morti quando il traghetto ha attraccato ad Olbia, vittime di un calore eccessivo sviluppatosi nel garage della nave. Secondo la Procura di Tempio, non sono state attivate le procedure necessarie per garantire un trasporto sicuro degli animali a bordo della nave.

I cavalli, destinati a gareggiare all'ippodromo di Chilivani, sono stati scoperti morti quando il traghetto ha attraccato ad Olbia

Roberta Ravello, presidente dell'associazione Horse Angels, che ha denunciato l'accaduto alle autorità dopo l'incidente, commenta: "La Moby non ci ha contattato per proporci un risarcimento, quindi abbiamo deciso di proseguire con il processo. Il dibattimento vero e proprio inizierà a novembre e speriamo che conduca a una condanna per negligenza da parte delle persone coinvolte". Gli imputati nel processo sono Antonio Scotto Di Cicariello, comandante del traghetto, Francesco Lo Nostro, primo ufficiale di coperta, Ernesto Prudente, allievo ufficiale di coperta, e Maurizio Conti, autista responsabile del trasporto dei cavalli.

Ravello spiega che la decisione del giudice durante l'udienza di ieri ha stabilito che la compagnia di navigazione è responsabile per il danno causato, mentre gli imputati, inclusi il conducente del veicolo e il capitano della nave, saranno giudicati in un procedimento separato. "Il responsabile del carico delle merci, in questo caso i cavalli considerati come merce, è la compagnia di navigazione, quindi spetta a loro rispondere del danno. Tuttavia, poiché questo è un processo penale, si dovrebbe arrivare anche a una condanna delle persone coinvolte se viene dimostrato che avrebbero potuto prevenire la tragedia con un po' più di attenzione, come ad esempio evitare di posizionare gli animali nel garage e trasportarli in un'area più arieggiata. La compagnia avrebbe dovuto avvertire dei rischi a cui erano esposti. Non è accettabile introdurre cavalli in un garage durante il mese di agosto, con temperature elevate e senza un sistema di raffreddamento adeguato, soprattutto considerando la presenza di altri veicoli che potrebbero emettere aria estremamente calda dall'esterno".

La presidente di Horse Angels sottolinea l'importanza della testimonianza di una giovane donna, proprietaria degli altri cavalli che si trovavano in un furgone parcheggiato vicino a quello in cui sono morti i purosangue. Ravello afferma: "È stata proprio lei a segnalarci immediatamente l'accaduto ed è diventata una testimone chiave del processo. È stata lei ad avvertirci che gli animali si stavano agitando all'interno del veicolo. I suoi cavalli sono sopravvissuti perché è riuscita ad accedere al garage, nonostante una discussione animata con il personale della compagnia, per idratarli e aprire le porte del furgone, anche a rischio che i cavalli potessero uscire. La stessa testimone ha anche avvertito il personale della compagnia che gli altri cavalli erano in pericolo e ha chiesto loro di svegliare il conducente del veicolo per un controllo, ma a quanto ci risulta, non è stato fatto. Attraverso questo processo penale, è fondamentale dimostrare la negligenza che è avvenuta e ottenere una condanna. Se non si raggiungerà questa conclusione, le parti coinvolte potranno intraprendere una causa civile per ottenere un risarcimento".

Al momento, Horse Angels non ha intenzione di avviare un processo civile separato contro la Moby: "Al momento non pensiamo di avviare un'azione legale di risarcimento contro la Moby. Quello che ci interessa è che sia emessa una condanna penale, sia per la compagnia sia per il conducente del veicolo, che non solo ha accettato di caricare il mezzo sulla nave in quelle condizioni, ma anche dopo essere stato informato della situazione di rischio, non ha fatto nulla per salvare i cavalli. Solo con il riconoscimento della negligenza si potrà apportare modifiche al regolamento per il trasporto degli animali e migliorare la normativa, in modo che tragedie come questa non si ripetano mai più".

Per ottenere giustizia, l'associazione Horse Angels si concentra ora sul dibattimento che si terrà durante la prossima udienza del processo, prevista per novembre. Si spera che il processo possa portare alla luce la negligenza commessa e garantire che siano adottate misure adeguate per prevenire futuri incidenti simili. Inoltre, l'associazione continua a lavorare per sensibilizzare l'opinione pubblica sui diritti degli animali e la necessità di una legislazione più rigorosa per garantire il loro benessere durante il trasporto.

La legislazione deve essere aggiornata per riflettere i bisogni degli animali durante il trasporto e per assicurare che vengano rispettati gli standard più elevati di benessere animale. Le organizzazioni animaliste e i sostenitori dei diritti degli animali devono continuare a fare pressione affinché vengano adottate normative più rigorose e venga data priorità al benessere degli animali durante il trasporto.